mercoledì 6 gennaio 2016

Il ruolo dei servizi nell’economia di Turi



Il valore del settore dei Servizi potrebbe essere sviluppato. I servizi sono fondamentali perché comprendono non solo le attività commerciali, ma anche le imprese culturali e sociali volti al rafforzamento dei legami intracomunitari.


La terziarizzazione dell’economia turese. Il livello di terziarizzazione dell’economia turese è molto basso rispetto agli altri comuni della città metropolitana di Bari. Il valore del settore dei servizi nella produzione del valore aggiunto dell’economia turese è pari al 69,13% ovvero un valore basso rispetto ai comuni a maggiore reddito che hanno un valore del Pil prodotto dai servizi anche superiori all’80% come nel caso dell’economia del comune di Bari. I dati offerti dall’Ipres (Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali) possono essere elaborati per ottenere una classifica dei comuni della città metropolitana di Bari per volume prodotto dai Servizi. Al primo posto della classifica si posiziona l’economia del comune di Bari con un valore pro capite derivante dai servizi pari a € 17.015,77, al secondo posto vi è l’economia di Modugno con un valore pro capite dei servizi pari a € 13.023,41, in terza posizione troviamo il comune di Putignano con un valore pari a € 11.164,05. Il comune di Turi si trova al 32° posto con un valore del prodotto interno pro capite pari a € 6.166,79. All’ultimo posto della classifica si trova il comune di Grumo Appula con un valore pro capite prodotto dei servizi pari a € 4.509,83.
Il contributo dell’economia dei servizi allo sviluppo civile. Il valore dell’economia prodotta dal settore dei servizi indica il grado di terziarizzazione delle imprese. Il settore dei servizi è molto ampio e comprende le attività commerciali in senso stretto ma anche il turismo, le libere professioni e le imprese anche di carattere finanziario tra le quali rientrano anche le banche. Il valore prodotto dai servizi è quindi in grado di dare una manifestazione del grado di evoluzione dell’economia e della capacità degli imprenditori locali di cogliere gli elementi di novità presenti nel mercato. I soggetti che guidano le imprese nel settore dei servizi sono tutti in genere imprenditori commerciali, fatta eccezione per i liberi professionisti. Il numero di imprese di capitali costituite per svolgere attività commerciali è un segno della cultura imprenditoriale e può dare delle indicazioni al sistema economico locale manifestando l’esistenza di un certo dinamismo aziendale. Inoltre è necessario considerare che le imprese del settore dei servizi sono impegnate nella costruzione di reti di relazioni complesse mediante non solo i lavoratori, ma anche i clienti, i fornitori e creano dei rapporti in grado di sostenere anche lo sviluppo civile di una economia come accade per esempio con le sponsorizzazioni e le partnership. Inoltre il grado di terziarizzazione, ovvero la percentuale del prodotto interno lordo realizzata dal settore dei servizi, è un indice del grado di modernità di una economia, della sua capacità di utilizzare anche le nuove tecnologie nella produzione. Anche la ricerca e sviluppo, le imprese informatiche, le aziende impegnate nella cultura fanno parte del processo di terziarizzazione. Ma il settore dei servizi è importante anche perché comprende tutta l’economia sociale: gli ospedali privati, gli enti di assistenza convenzionati con il pubblico, i centri anziani e così via. Insomma l’economia terziarizzata è in grado di dare un segnale molto importante sul grado di civilizzazione di una economia, sulla presenza di cultura, di innovazione tecnologica e di forte impegno di carattere sociale. Una economia evoluta è in genere orientata grandemente alla terziarizzazione con valori che possono anche superare l’80% del prodotto interno lordo, ovvero della produzione economica complessiva.
Politiche economiche per lo sviluppo dei servizi. Il settore dei servizi può essere sviluppato attraverso delle politiche economiche partecipate anche dagli stessi imprenditori per creare le condizioni favorevoli all’insediamento di nuove imprese e al potenziamento delle imprese esistenti. I servizi comprendendo anche il terzo settore possono essere anche uno strumento per combattere l’isolamento, le condizioni di disagio di parte della popolazione, per creare maggiore eguaglianza, poiché contempla anche la presenza delle associazioni, del volontariato e delle imprese sociali. La creazione di piani per il commercio concordati con i commercianti, la predisposizioni di programmi di carattere culturale partecipati dalle associazioni e dai singoli in grado di dare manifestazione al genius loci, la creazione di una politica sociale insieme con i protagonisti del volontariato e i professionisti dell’assistenza sociale, possono creare le basi per un rafforzamento dei servizi come elemento fondamentale per il rafforzamento del legame umano all’interno della comunità. La comunità può essere più forte, e gli individui nella comunità possono essere più liberi e più interconnessi in un modello anche relazionale, se si sviluppano delle politiche economiche partecipate per i servizi

RANK
COMUNE
V.A. SERVIZI PRO CAPITE
V.A. SERVIZI % PIL
1
Bari
 €                  17.015,77
84,38%
2
Modugno
 €                  13.023,41
47,28%
3
Putignano
 €                  11.164,05
69,47%
4
Casamassima
 €                  10.649,49
85,20%
5
Noci
 €                  10.244,23
67,53%
6
Bitritto
 €                    9.999,11
84,52%
7
Acquaviva delle Fonti
 €                    9.945,54
72,64%
8
Castellana Grotte
 €                    9.153,75
67,35%
9
Gioia del Colle
 €                    9.139,42
67,02%
10
Monopoli
 €                    9.123,58
70,10%
11
Alberobello
 €                    8.980,54
65,96%
12
Poggiorsini
 €                    8.876,16
74,70%
13
Conversano
 €                    8.543,60
71,09%
14
Triggiano
 €                    8.265,68
82,63%
15
Corato
 €                    8.219,60
70,40%
16
Santeramo in Colle
 €                    7.931,42
60,33%
17
Locorotondo
 €                    7.844,37
51,54%
18
Bitonto
 €                    7.716,91
68,50%
19
Valenzano
 €                    7.578,20
81,77%
20
Molfetta
 €                    7.497,75
72,88%
21
Altamura
 €                    7.495,70
55,35%
22
Binetto
 €                    7.226,74
74,42%
23
Capurso
 €                    7.156,02
66,98%
24
Polignano a Mare
 €                    7.003,50
67,85%
25
Cassano delle Murge
 €                    6.999,59
71,95%
26
Giovinazzo
 €                    6.746,05
78,51%
27
Ruvo di Puglia
 €                    6.702,12
65,95%
28
Adelfia
 €                    6.693,17
77,36%
29
Toritto
 €                    6.580,49
74,67%
30
Rutigliano
 €                    6.409,57
55,20%
31
Terlizzi
 €                    6.389,49
69,25%
32
Turi
 €                    6.166,79
69,13%
33
Gravina in Puglia
 €                    6.000,91
58,58%
34
Sammichele di Bari
 €                    5.911,63
71,79%
35
Noicattaro
 €                    5.557,90
63,35%
36
Palo del Colle
 €                    5.485,13
69,75%
37
Mola di Bari
 €                    5.303,09
67,39%
38
Cellamare
 €                    5.231,14
75,63%
39
Sannicandro di Bari
 €                    5.038,72
65,32%
40
Bitetto
 €                    4.777,39
71,98%
41
Grumo Appula
 €                    4.509,83
70,13%

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